DOPO UN LUNGO VIAGGIO… UNA NUOVA COSCIENZA


Scritto giorno 6 luglio 2017 da Alec

Il 3 novembre 2008 Per la prima volta presi il treno nello specifico l’espresso EXP1922 (treno notturno da Catania a Milano)

Ora da Milano prendo l’ultimo treno del viaggio, l’ICN 797 (treno notturno che da Milano ci porterà a Roma dove prenderemo il treno che ci porterà a casa) è come se quel viaggio iniziato nove anni fa si stesse concludendo adesso. Un viaggio di chi nella propria vita non era mai uscito fuori di casa, un viaggio forse fatto nello stupore ma anche un po’ nell’ ignoranza e tutto questo, nove anni di treno rappresentano la mia cultura, il mio sapere nel bene e nel male. A volte rimpiango quell’ingenuità che mi faceva apparire magico un posto come Milano che di magico non ha nulla… ma va bene così. Confesso che la prima volta che sono andato in Germania pensavo che ci fosse la neve dappertutto, per me credere che dal nord Italia in poi in inverno ci fosse neve dappertutto era come credere in Babbo Natale.

Ma va bene sapere come sia realmente il mondo.

Forse immaginiamo i posti che non conosciamo meglio di come sono realmente, talvolta anche la conoscenza non basta se entra in gioco l’effetto nostalgia. Con la nostalgia tutto può essere ricordato in maniera migliore ma grazie  a questo viaggio io desidero  l’Italia meno rispetto a quando sono andato via dalla Germania… e sono contento. Tutto deve essere esattamente così per com’è realmente, l’Italia è così: un paese bellissimo ma con un cartello VENDESI grandissimo. In Italia è tutto in vendita e si curano solo i beni che fruttano ricchezza immediata quindi le piste ciclabili iniziano in un punto centrale ben visibile ai visitatori ma poi finiscono nel nulla ma non penso che interessi a qualcuno se non come argomento da lamentela da bar.

Non esiste un nord e un sud, siamo più uniformi di quello che si pensa.

In Italia da nord a sud il lavoro è santificato e non basta mai ma non per la crisi, non perché ti dà la possibilità di portare il pane in tavola, ma perché il lavoro ti dà la possibilità di fare bella figura, non di essere felice. Ti dà la possibilità di mantenere uno status che in realtà non si riesce mai a mantenere. Ogni giorno c’è una novità per fare bella figura, una nuova auto, uno smartphone,  una nuova moda salutista e i soldi non bastano mai.

“Ma perché non ti trovi un bel lavoro” mi dicono, invece di chiedermi come sta andando il viaggio. Non importa che lavoro sia basta che sia un lavoro, “tutti vogliono che ti trovi un lavoro, come quello che c’hanno loro” cit. “In Alto”, Fabri fibra.

In due mesi e mezzo di viaggio non ho incontrato nessun viaggiatore come noi, MAI… nessuno forse qualcuno di sfuggita.. Ma una cosa è certa: non è italiano. Gli italiani al parco se ti fai un panino o peggio se cucini col fornellino ti guardano stupiti,  incuriositi ma nella maggior parte sono disgustati, talvolta girano lo sguardo (specie i coetanei) come se avessero visto un barbone.

Eppure a me non frega niente di ciò che pensa la gente anzi a volte mi diverto… però in fondo mi mette in soggezione anche semplicemente farmi una pasta in un tavolo da pic-nic.

Per tutto il viaggio non capivo questa sensazione, mi trovavo, in presenza di gente attorno, a non veder l’ora di finire. Non mi succedeva da tanto… All’estero non è così, ma non mi spiegavo il perché. Poi l’altro giorno a Caselle in provincia di Genova capii. In un parco con dei tavolini oltre ai soliti ragazzi seduti sul tavolo con i piedi sulle panche,  c’era una famiglia che si apprestava a consumare il pranzo preparato con il loro fornellino… Ero incredulo. Avevano pure delle bici da viaggio attrezzate più delle nostre, persino un grosso rimorchio.

D’ un tratto mi iniziò a venire voglia di cucinare come a casa, mangiare come a casa e pulire come a casa, con la gioia e la voglia di fare esattamente quello che stavo facendo.

La famiglia era composta da papà, mamma e figlia.

La bambina gioì nel vederci usare un fornellino come il loro e ma capii solo fornello perché si rivolse ai suoi genitori in francese.

Finito di mangiare, incuriositi ancora di più dal fatto che la bambina si fosse lavata i capelli dalle fontane pubbliche, andammo a chiedere un po’ del loro viaggio. Questa famiglia attraverserà tutta l’Italia in bici, fino alla Sicilia dove arriveranno in inverno e la bambina ha 8 anni e si avvale dell’educazione parentale (l’educazione parentale è una forma di educazione scolastica, svolta a casa dai genitori, rispettando i tempi e gli spazi dei bambini, senza lo stress dei compiti a casa e la competizione con gli altri alunni).

Dopo aver confrontato le nostre attrezzature e parlato dei nostri viaggi, ci siamo separati.

Più che curiosità fu ammirazione quella che provai semplicemente nel vedere quel quadretto familiare d’oltralpe… Ho pensato che anche io un giorno vorrei formare un così bel  quadretto, quando salimmo sul trenino da Caselle a Genova li vidimo nuovamente dal finestrino. Erano tutti e tre uno dietro l’altro un po’ come mamma anatra e i suoi piccoli mentre nuotano in un lago… Davvero belli da vedere.

 

Questo incontro di qualche giorno fa è stato forse l’anello di chiusura di quel mio viaggio di stupore durato 9 anni. Abbiamo capito che siamo italiani ma solo di nascita… Di fatto non abbiamo una nazionalità, siamo noi e dopo questo viaggio abbiamo scoperto posti davvero bellissimi come l’Abruzzo, il Friuli o la Sardegna, dove vorremmo vivere volentieri ma non basta. Siamo convinti che ci sono posti in Europa che meritano di essere capiti e visti da un’altra prospettiva, abbiamo bisogno di conoscere pregi e difetti della maggior parte delle nazioni europee, vogliamo davvero scegliere dove vivere senza avere dubbi e se prima di questo viaggio in Italia non eravamo così convinti di ripartire ed eravamo quasi tentati di cercare un pezzo di verde da qualche parte in Italia per viverci, ma adesso siamo invece certi che tra un paio di mesi partiremo di nuovo, stavolta in un modo completamente nuovo. Questo viaggio finisce qui e sicuramente ve lo continueremo a raccontare con altri post e foto ma un viaggio nuovo sta per nascere…

Un viaggio in equilibrio con la nostra essenza, un viaggio che partirà più o meno allo stesso modo di come partì quel mio primo viaggio il 3 novembre 2008, stessa data, stesso tipo di treno, saluteremo la Sicilia con l’ultimo arancino e poi via verso Milano dove ci aspetterà un altro treno che è solo l’inizio del nostro lungo e nuovo viaggio…

Ma di questo parleremo un’ altra volta 😉

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